Puntata 12 dicembre
In questa puntata: in collegamento con un compagno del Collettivo universitario Sumud di Venezia, per presentare due iniziative che si svolgeranno il 19 e il 21 dicembre (vedi approfondimento più sotto). In studio invece parliamo della discussione a partire dalla strage di Piazza Fontana che si svolgerà a Udine, allo spazio autogestito di via De Rubeis, questo sabato (14 dicembre).
Musiche: Destripados – Fukuoka – La Città Dolente – Poison Ruin – Belgrado
INIZIATIVE VENEZIANE
Di seguito la chiamata diffusa dall’Assemblea antimilitarista “Sabotiamo la guerra”
In questi primi giorni di dicembre, la guerra mondiale ormai in pieno svolgimento ha subito brusche accelerazioni. In pochi giorni, l’avanzata dei “ribelli” ha portato al crollo del regime di Assad, con il plauso di tutto l’Occidente che in tempo record riabilita una fazione scissionista di Al Qaeda (da “terroristi tagliagole” a “islamici moderati” e interlocutori politici). Intanto, l’esercito sionista invade il territorio siriano e procede a distruggerne le infrastrutture militari. Uno scenario in rapida evoluzione e ancora difficile da districare, ma che marca un ulteriore allargamento del conflitto in Medio Oriente. E se in Libano prosegue una fragile tregua, a Gaza le bombe sioniste continuano a massacrare famiglie intere.
In Europa, mentre la disfatta ucraina è sempre più palese – tanto che anche i media mainstream iniziano a parlare della diserzione dilagante –, i partiti con posizioni contro la guerra mietono ampi successi elettorali ma trovano la strada sbarrata, come sta succedendo in Romania e Georgia, e il centro del vecchio continente sprofonda nella crisi politica (ed economica) segnata dal recente crollo dei governi tedesco e francese.
Negli Stati Uniti, i colpi di coda dell’amministrazione Biden sembrano chiarire l’intenzione neoconservatrice di rispondere al crollo della loro egemonia trascinando il mondo intero in un conflitto sempre più irreversibile e sempre più vicino allo scarto atomico. E mentre l’ostilità alle politiche del binomio Biden-Harris è stata resa lampante dalla schiacciante vittoria del diversamente guerrafondaio Trump, gli sfruttati sempre più sfruttati degli USA acclamano Luigi Mangione, presunto uccisore del CEO di una multinazionale di assicurazioni sanitarie, salutato come vendicatore. La temperatura nel cuore dell’impero sale.
Man mano che il vortice della guerra globale si espande, le varie potenze globali e regionali sono costrette a gettare la maschera. Il campo si sgombra: sfruttati contro sfruttatori. Agli oppressi rimane una sola strada, per quanto impervia: trasformare il caos seminato a piene mani dagli USA (e non solo…) in una possibilità di riscossa e rivoluzione.
Mobilitarsi per ostacolare i piani di guerra dei padroni di casa nostra è il primo passo. Per questo il 19 dicembre saremo a Tessera (Venezia), al corteo contro lo stabilimento di Leonardo SPA che produce elicotteri da guerra, e il 21 dicembre ci troveremo a Venezia con un’assemblea pubblica per discutere di questi temi.